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intestati a “L’Anaconda Cooperativa Sociale”  

Un palco per dei Miser-Abili

di Gianni Nocera
30/09/2015 - Dopo il successo della prima, i ragazzi disabili di alcune cooperative sociali di Milano, Varese e Busto Arsizio, riportano in scena la grande opera di Hugo. Uno dei responsabili de "L'Anaconda" racconta come è nata l'idea del laboratorio teatrale 
''I Miserabili'' alla prima in scena del 24 giugno.

''I Miserabili'' alla prima in scena del 24 giugno.

Da 18 anni “L’Anaconda” (cooperativa sociale sorta nel 1980 a Varese dall’esperienza di caritativa con disabili) è in teatro con alcune “messe in scena” allestite avendo a cuore le persone con handicap, a cui di volta in volta si è proposto l’impegno del laboratorio teatrale.

Questa idea, realizzata con il coinvolgimento di una amica attrice, Luisa Oneto, ha fatto vivere agli ospiti dei nostri centri e a tanti amici (educatori e volontari) la realtà teatrale come enorme possibilità espressiva e di rapporto con l’altro, gli altri ragazzi disabili e gli educatori del gruppo, il pubblico, la regista, i tecnici.

Si è dato così spazio alla possibilità di essere pienamente se stessi nel momento della rappresentazione di un altro personaggio; si è dato spazio al sentirsi parte di una “compagnia” dove ciascuno è valorizzato per quel che è, diventando utile al lavoro di tutti.

I ragazzi disabili hanno insegnato cosa vuol dire essere liberi dall’esito, ma volere con tutte le forze che l’esito evidenzi una bellezza per sé e per gli altri. Chi è venuto a teatro in questi anni è rimasto colpito da quello che veniva messo in scena: la propria personalità, il proprio valore, la gioia di essere protagonista. Sono nati così, negli anni, spettacoli come TurandotNotre-Dame de ParisWest Side Story e poi la grande possibilità di mettere in rete il lavoro, di viverlo insieme ad altre realtà cooperative con cui si condivide un giudizio comune. Si è quindi sviluppata una vera amicizia operativa, capace di raggiungere traguardi insospettati: il Gian Burrasca e, soprattutto, la Divina Commedia realizzati con questa strana compagnia teatrale sono stati quanto di più bello il nostro lavoro potesse attendersi.

Ma “L’Anaconda”, con "Cura e Riabilitazione" di Milano e "Solidarietà e Servizi" di Busto Arsizio, sempre guidate da Luisa Oneto, non si sono fermate e, superando lo scetticismo di alcuni, sono arrivati a proporre I Miserabili di Victor Hugo. Più di due anni di lavoro, 35 disabili accompagnati da altrettanti tra educatori ed amici, oltre 100 prove, 130 costumi realizzati, tanti soldi da recuperare e poi tanto altro ancora… E tutto per cosa? Perché «amare una persona è vedere in volto Dio!». 

Perché quindi i miser-abili? Perchè le nostre "miserie" non possono e non devono limitarci. E l'esperienza di accoglienza, di perdono e di misericordia (pur dentro il male del mondo) che emerge in questo lavoro, non è altro che la testimonianza che ogni limite (fisico, psichico, di poca o troppa capacità) non limita la possibilità di far emergere lo splendore del vero. E alla prime due rappresentazioni dello spettacolo andate in scena a giugno le persone che hanno assistito erano 1800, incredule ed entusiaste dinanzi a così tanto impegno. Ecco «cosa sa fare un'amicizia cristiana intelligente» ci ha scritto uno spettatore, tra i molti che hanno voluto esprimere il loro apprezzamento e la loro commozione.

Vi assicuro che la felicità degli attori al termine di ogni spettacolo vale da sola le fatiche di un nuovo allestimento perché è l’espressione della verità e del valore intrinseco di ogni persona, ben oltre le miserie che si è abituati a guardare ed analizzare.